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ULTIMO AGGIORNAMENTO
11/02/2019
 
 

SALVATORE COSTANTINI

- Prima generazione di Sifu IWKA, Master of whole Yip Man Wing Tjun
(Sergio Iadarola - Cesario Di Domenico)
- Cintura Nera I Dan di Brazilian Jiu Jitsu
(Marco Galzenati - Rogerio Olegario - Gianfranco Delli Paoli)

 
Storia
 
Il Jiu Jitsu Brasiliano nacque in Brasile grazie alla venuta, nei primi anni del secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, conosciuto anche con l'appellativo di "Conte Koma", il quale, dopo aver dimostrato nel corso dei sui viaggi le tecniche del judo stile kodokan (ossia il judo praticato dalla prima scuola del fondatore Jigoro Kano), di cui era un particolare esperto nella lotta al suolo, fondò un dojo dove il giovanissimo Carlos Gracie, figlio di Gastao, facoltoso uomo d'affari, divenne uno dei suoi migliori studenti. Fratello minore di Carlos era l'ormai leggendario Helio il quale disputò decine di incontri leggendari (su tutti la sfida contro il campione di lotta Waldemar Santana e uno dei più forti judoka di tutti i tempi, Masahiko Kimura) che dimostrarono al mondo come la tecnica sopraffina del ju jitsu poteva portare al successo nei combattimenti anche una persona gracile quale era appunto Helio Gracie. Negli anni '80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA e lì organizzarono dei tornei interstile, nei quali sfidarono i combattenti di altri sistemi. Il programma televisivo che veicolava questi sfide a torneo ebbe successo e negli USA, ispirato al movimento brasiliano degli scontri senza (quasi) regole, detto vale tudo (dal brasiliano "vale tutto"), nacque il famosissimo Ultimate Fighting Championship tenutosi per la prima volta nel 1993. Fu mostrata al mondo l'efficacia del ju jitsu brasiliano, che dominò apertamente gli altri metodi in 3 edizioni delle prime 12. Il campione della famiglia Gracie che doveva rappresentare lo stile di lotta era Royce, uno dei figli di Helio: egli riusci a dominare, mostrando grande abilità, tutti i lottatori del torneo, compresi quelli più forti fisicamente e di gran lunga più pesanti. Royce Gracie, con i sui 80 kg, finalizzò (fece arrendere) i suoi temibili avversari per leva, strangolamento, chiavi articolari, pressioni dolorose e altre tecniche di rara efficacia in altre discipline. Un successo clamoroso che fece conoscere al mondo quello che ormai era definito più genericamente "jiu jitsu brasiliano" piuttosto che "Gracie jiu jitsu", a onorare il paese che ha sviluppato l'"arte suave" così grandemente. La grande celebrità innescata dalla forza dei mass-media americani rese dunque il BJJ uno sport famoso in tutto il mondo e da quell'epoca il suo diffondersi è aumentato in maniera esponenziale. Oggi il movimento internazionale del BJJ è infatti in costante crescita, sia come sport amatoriale in sé (dove le percussioni sono vietate) sia come elemento fondamentale della preparazione dei combattenti di MMA (mixed martial arts), sport di massimo contatto derivato dagli originari Vale Tudo brasiliani che hanno raggiunto la massima fama con l' International Vale Tudo Championship.
 
 
La tecnica
 
In realtà, il jiu jitsu brasiliano, a dispetto di ciò che pensano in molti, non è molto distante dal jujutsu giapponese (o ju jitsu o ancora jiu jitsu) o le sue forme moderne come il noto judo. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: il judo, per esempio, per via del regolamento, prevede la vittoria attraverso proiezione perfetta o bloccaggio al suolo per venti secondi o ancora per resa (Ippon), enfatizzando così il combattimento in piedi, in posizione eretta. Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo un vantaggio di due punti, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggior parte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo o nelle forme sportive di jiu jitsu giapponese. Per questo, il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione "di guardia", con l'avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate rispetto al judo o jujutsu sono la monta a cavallo (qui chiamata "montada", in giapponese "tate shiho gatame") o la presa a croce, petto su petto dell'avversario (la "cruzada", in giapponese "yoko shiho gatame"). Posizioni sviluppate in maniera caratteristica dal BJJ sono la "monta a cavallo da dietro", più conosciuta come "back mount", eccezionale per strangolare, e la guardia "a farfalla", con i piedi tra le gambe dell'avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l'opponente in posizione svantaggiosa. Tra le altre posizioni tipiche si ricordano: guardia con il controllo delle braccia con le gambe (Spider Guard), mezza guardia, guardia Del La Riva, Rubber Guard: da esse, come detto, possono essere effettuate una serie innumerevole di finalizzazioni, leve strangolamenti in grado di contrastare la forza fisica di avversari anche molto più pesanti.
by Wikipedia
 
 
      VING TJUN KUNG FU - BRAZILIAN JIU JITSU